mercoledì 31 dicembre 2014

Immagini in movimento, suoni ed emozioni: i tre video più belli nel 2014 di Giulinha

Non sono riuscita a sottrarmi alle tradizionali classifiche di fine anno e allora ho stilato la mia personale triade dei video che mi hanno più emozionato. Dietro ognuno di loro c'è il Brasile...

1) Al primo posto metto il video "I'm alive":  girato nella foresta di Tijuca, a Rio de Janeiro, da un collettivo di artisti che intendevano celebrare la difesa delle foreste a livello globale e che hanno deciso di farlo cantando la loro musica nel polmone verde urbano più grande del mondo.
Il video è uscito il 22 aprile, in occasione della Giornata della Terra e per iniziativa della Rainforest Alliance.
Il più anziano del gruppo è Caetano Veloso, alla cui carriera artistica precedente è ispirato il motivo conduttore del brano: esso infatti, come ci racconta il sito Dentroriodejaneiro ,"è una rivisitazione del celebre “Nine Out of Ten”, inserito nell’album “Transa” di Caetano Veloso. Ovviamente, è rimasta viva la linea melodica, mentre il testo è stato totalmente riscritto dallo stesso Caetano Veloso, da Criolo, Emicida, Lenine e Pretinho da Serrinha. L’unica parte intatta del testo è il ritornello, un mantra di speranza: “I’m alive and vivo, muito vivo vivo. Feel the sound of music banging in my belly”.
La parte che mi emoziona di più è quella dove Caetano abbraccia uno degli imponenti alberi della Tijuca e dove canta in spagnolo: la solennità di questo idioma conferisce alla sua interpretazione un carattere ieratico, in linea con la sacralità, il rispetto e la venerazione che sarebbero dovuti a Madre Natura.
Ecco l'emozionante video. Un vero balsamo per le orecchie e per gli occhi. E per l'anima. https://www.youtube.com/watch?v=FvIyRzm8JMo

2) Al secondo posto un altro mostro sacro della musica popolare brasiliana: Marisa Monte. Qui interpreta uno dei brani più intimisti e sensuali di Chico Buarque, "Samba e amor". E lo fa con uno stile graffiante, da vera "gata", usando la voce come uno strumento, nel più puro stile jazzistico:  https://www.youtube.com/watch?v=mU3BktTVq9Q. 
Ho scoperto questo video andando a caccia di tutte le versioni di questa canzone, scritta e cantata da un uomo e ricantata da moltissime interpreti femminili. Tutto è partito da una versione cantata da un'interprete italiana, Manuela Doris, che ho scoperto il giorno dopo la finale Germania-Argentina.
Ecco cosa scrivevo quel giorno:
"Mentre le immagini del Cristo Redentore illuminato di fronte al Maracanà in festa per la Germania vittoriosa scorrono ancora nelle nostre menti, finito il Mondiale ciò che ci lega al Brasile e continuerà per sempre a farci amare questo paese è la sua musica. Oggi, passata la festa, per riprendere in mano il Brasile di sempre, ho ascoltato "Samba e amor" una delle canzoni più intime di Chico Buarque. E l'ho ascoltata nell'interpretazione di Manuela Doris, giovane cantante romana che con la sua delicata ma intensa voce propone i grandi brani della tradizione musicale brasiliana e latino-americana".

3) Al terzo posto un video girato dalla BBC per celebrare i Mondiali che si sono tenuti quest'estate in Brasile. Ho seguito questa manifestazione con il fiato sospeso, preoccupata per le possibili criticità che potevano derivare dal ritardo nella costruzione degli stadi. Tutto è andato bene, ma il pensiero va agli operai che quegli stadi li hanno costruiti: alcuni di loro sono morti e nessuno di loro è stato mai ricordato alle varie cerimonie presenziate da Dilma e Blatter. Magari sarebbero andati allo stadio con i loro figli, dedico a questi bambini e alle loro madri il mio augurio per un 2015 più sereno.
https://www.youtube.com/watch?v=QZ6MXJQBbGo


mercoledì 3 dicembre 2014

I simboli dentro le pietre e la materia: l'eternità della bellezza - La Piazza del Duomo di Pisa

La Torre di Pisa è uno dei simboli dell'Italia insieme al Colosseo, al David di Michelangelo e a Pinocchio, tanto per dire quanto sia veramente "pop". Spesso è stata usata in pubblicità ed è anche stata bistrattata, associando la sua forma rettilinea al simbolismo fallico.
Ma questo splendido monumento deve essere visto nella sua integrazione con gli altri monumenti di Piazza del Duomo, che io preferisco sempre chiamare con il suo vero nome anziché con l'appellativo datole da Gabriele D'Annunzio di "Piazza dei Miracoli".

Luminara: la Torre e la Piazza nel loro massimo splendore

Se proprio devo mitizzare questa piazza unica al mondo allora la chiamo "il mio paradiso di marmo".
Vero è che chi entra per la prima volta in Piazza del Duomo da Piazza Manin rimane colpito in primo luogo dal Campanile e dalla sua pendenza, ma se poi ci mettiamo ad approndire la simbologia che sta dietro ogni pietra degli edifici che compongono questo recinto sacro saremo colti da ben altro tipo di meraviglia.
Partiamo dalla Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta il 25 marzo 1063, giorno in cui il sole entra in ariete e inizia l'anno secondo l'antico calendario pisano.
Oltre alla simbologia secondo la quale l'allineamento di Torre, Battistero e cupola della Cattedrale rispecchia la costellazione dell'ariete, la Cattedrale custodisce in sé e nelle sue recondite armonie architettoniche un evento rituale che accade proprio a mezzogiorno di ogni 25 marzo, giorno del Capodanno pisano: un raggio di sole penetra nel Duomo da una finestra rotonda della navata centrale e colpisce un uovo di marmo sopra una mensola posta sul pilastro accanto al pergamo di Giovanni Pisano, sul lato opposto.

Foto da Pisatoday
La spiegazione sta nel fatto che i Pisani, almeno fin dal X secolo, decisero di far coincidere l'inizio dell'anno con l'Annunciazione (e quindi l'Incarnazione di Gesù), ossia 9 mesi prima del 25 dicembre. Si ottenne così l'Anno Pisano ab Incarnatione Domini (o Christi), in anticipo sul calendario comune. Il 25 marzo diventò il primo giorno del nuovo anno solare, che si sarebbe poi concluso il 24 marzo successivo.
La data del 25 marzo ha una doppia valenza: ci ricorda l’Annunciazione alla Vergine ed è prossima all’equinozio di primavera, che vede il risveglio della vita dopo i rigori invernali. (Fonte: Stile Pisano)

Molti anni fa a Pisa si svolse una mostra dal titolo "Costruttori di navi costruttori di cattedrali" e mai come nella città alfea questo parallelismo tra edificio religioso e imbarcazione fu così stretto, in onore alla potenza di Pisa come Repubblica Marinara, che permise alla città di arrivare a rivendicare per sé il ruolo di 'nuova Roma'. E lo stesso appellativo di "seconda Roma" le venne attribuito da San Bernardo di Chiaravalle.


Le stesse navate di cui si compongono le sue chiese
e principalmente la Cattedrale, sarebbero come una riproduzione su terra ferma dei vascelli con cui i pisani esercitavano il loro dominio nel Mediterraneo.
Pisa ha un'origine ancora ignota: Alfea, l'altro nome con cui si indicava la città, è dovuto alla provenienza dei suoi, forse leggendari, fondatori di origine greca. Un'altra ipotesi è che Pisa fu fondata dai Liguri e poi conquistata successivamente dagli Etruschi.
Già durante l'epoca romana il suo porto era fiorente e attivo: lo testimonia l'eccezionale ritrovamento di trenta antiche navi romane, databili tra il III secolo a.C. ed il VII d.C. con i loro carichi di gioielli ed utensili vari, anfore e monete. I reperti sono ospitati in un cantiere provvisorio che, forse, alla fine del 2016, assumerà la veste di Museo all'interno degli Arsenali Medicei.

Leggiamo dal sito dell'Opera Primaziale:
"La Cattedrale come la vediamo oggi nasce da una ricostruzione, in prossimità di una precedente Cattedrale riscoperta nel corso di recenti scavi archeologici.
La nuova S. Maria fondata nel 1064, anno della vittoriosa impresa antisaracena di Palermo, il cui bottino fu in parte investito proprio nella sua costruzione. Il "tempio di marmo bianco come la neve"  così lo definì l'autore dell'iscrizione funebre per il suo architetto, Buschetto  rappresentava l'intera comunità civile e religiosa; e doveva rispecchiarne, agli occhi del mondo, fama e potenza: in facciata furono apposte epigrafi che celebravano le principali imprese marinare; sui fianchi s'inserirono pezzi di reimpiego provenienti da monumenti di età romana per sottolineare la grandezza di Pisa come 'altra Roma'; il paramento venne ornato riccamente di elementi decorativi, tra cui spiccano le losanghe policrome di derivazione araba; sul culmine del tetto, infine, fu collocato il magnifico grifone bronzeo di fabbricazione islamica ora nel Museo dell'Opera (al suo posto è una copia), forse proveniente dalla Spagna e con ogni probabilità giunto a Pisa col bottino di qualche spedizione militare.

Di fronte alla Cattedrale, in asse con la sua facciata, fu costruito il Battistero, fondato nel 1152 su progetto di Diotisalvi: un edificio che  secondo gli ultimi studi  risulta fortemente impregnato di ricordi del Santo Sepolcro di Gerusalemme, riproponendo così il tema degli influssi e delle relazioni tra l'architettura pisana e l'Oriente. Alla costruzione dell'edificio, destinato ad ospitare il fonte presso il quale i Pisani entravano a far parte del popolo cristiano, partecipò coralmente l'intera città: il cronista coevo Bernardo Maragone narra che una delle otto colonne provenienti dall'Elba e dalla Sardegna, messe in opera all'interno nel 1163, fu innalzata dagli abitanti della zona di Porta Aurea.

La pianta circolare del Battistero fu ripresa nel 1173 dall'anonimo progettista del Campanile (Bonanno Pisano? o ancora magister Diotisalvi?). Opera inusuale nella sua rotondità che richiama le curve delle vicine absidi della Cattedrale, accomunato agli altri edifici della Piazza dal ricorrere di colonne e archetti.
Con la torre campanaria il complesso della Cattedrale risultava completo; ma nel Duecento, mentre i lavori proseguivano e gli edifici si arricchivano di magnifiche opere d'arte, due nuovi fabbricati andarono a definire lo spazio della Piazza come lo si vede oggi, entrambi nati per iniziativa del grande arcivescovo di Pisa Federico Visconti.
Fonte: territoridel900.wordpress.com
Di fronte ad esso si avviò, nel 1277, la costruzione di un nuovo cimitero ove concentrare le tombe fino ad allora sparse intorno al Duomo.
È il progetto sfociato nella realizzazione del Camposanto, straordinario chiostro quadrangolare che, con la sua facciata marmorea, conclude a Nord la Piazza dei Miracoli, concepito per la sepoltura dei morti come pure per l'ammaestramento dei vivi, invitati a riflettere sulla vita terrena ed eterna dal grandioso ciclo di affreschi, detti del Trinofo della Morte e realizzati da Buonamico Buffalmacco tra il 1336 e il 1341".

A Sud venne eretto lo Spedale Nuovo, imposto alla città nel 1257 da papa Alessandro IV come segno dell'avvenuta riconciliazione con la Sede apostolica dopo una crisi durata più di un quindicennio, ove ricevevano assistenza pellegrini, poveri e malati: è il grande edificio che attualmente ospita il Museo delle Sinopie".
Un discorso a parte la merita l'eccezionale acustica del Battistero: tutt'oggi le poche note canore che intona il custode, riescono a strappare un lungo e sincero applauso come se ad esibirsi fosse stato un famoso cantante, questo per il frutto della magia acustica che l'edificio produce. GUARDA IL VIDEO
Questa particolare conformazione dell'edificio ha spinto Leonello Tarabella, ricercatore/musicista dell’Istituto di scienza e tecnologia dell’informazione (Isti) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa a trasformare il millenario Battistero pisano nelle notti di venerdì 23 e sabato 24 giugno 2006 in uno strumento musicale con il primo concerto per battistero e computer mai realizzato.
Il progetto, chiamato 'Siderisvox', era nato quasi per caso nel 1997 dall'incontro tra Tarabella e monsignor Silvano Burgalassi, sacerdote e accademico, autore del libro "Pisa e il computo del tempo", nel quale Piazza del Duomo viene descritta come una clessidra cosmica perché il sole, battendo in precisi punti della piazza, scandisce il ritmo della vita e delle stagioni.
Inoltre nel battistero e negli altri monumenti della piazza, è applicata la sezione aurea, in anticipo sui testi del matematico pisano Leonardo Fibonacci.
Ogni monumento della piazza rappresenta infine un momento della nostra vita: nascita (Battistero), vita cristiana (Cattedrale e Campanile), morte (Camposanto).

Concludo con questa affermazione dello studioso Valerio Ascani: "La struttura cilindrica della Torre, fondata nel 1173, si rifà alla tipologia dei fari e delle torri di avvistamento costiere che in quel stesso periodo, la seconda metà del XII secolo, la Repubblica pisana stava costruendo sul litorale, anche se naturalmente in questo caso la chiave è spirituale e religiosa. La Torre di fatto rappresentava un richiamo visivo e sonoro per fedeli e pellegrini, che venivano così indirizzati verso i riti che si svolgevano in duomo, una teoria confermata dall'analisi delle iconografie dei rilievi e dei capitelli del campanile".

P.s. Nel 1987 i fratelli Taviani hanno ambientato una scena del loro film "Good Morning Babilonia" proprio in Piazza del Duomo. Ecco uno spezzone del film: https://www.youtube.com/watch?v=PhbJaawq7AU